L’illusione dei 90 giorni: perché l’aspettativa di inserimento di un venditore si scontra con la realtà del B2B
C'è una domanda che, puntualmente, riecheggia nei corridoi delle aziende o durante i nostri check di allineamento con gli imprenditori dopo qualche mese da un nuovo inserimento commerciale. È una domanda legittima, dettata dalla necessità di far quadrare i conti, ma spesso è prematura: "Alla fine, questo nuovo venditore vende o non vende?".
Il mondo dell'impresa è abituato a ragionare per ritorni d'investimento immediati. Quando si acquista un nuovo macchinario per la produzione o si installa un nuovo software gestionale, ci si aspetta che entri a regime in poche settimane, producendo un output misurabile e tangibile. Questo schema mentale viene inevitabilmente traslato anche sulle risorse umane, specialmente su quelle che hanno il compito diretto di portare ossigeno finanziario all'azienda: i venditori. Eppure, le dinamiche di inserimento di una figura commerciale non rispondono alle leggi della meccanica, ma a quelle della fisica del mercato.
Se la tua azienda opera nel settore dell'industria, del B2B complesso o dei servizi ad alto valore aggiunto, sai bene che i processi di acquisto dei tuoi clienti non si esauriscono in una stretta di mano al primo incontro. Sono filiere decisionali articolate, che coinvolgono più referenti, richiedono valutazioni tecniche, budget allocati su base annuale e, soprattutto, la costruzione di un solido rapporto di fiducia. Un ciclo di vendita può durare fisiologicamente sei, nove o addirittura dodici mesi.
Pretendere che un nuovo venditore, per quanto talentuoso e con le giuste competenze, possa forzare questa tempistica e portare contratti firmati nel giro di poche settimane è un vero e proprio controsenso analitico. Il professionista appena inserito non opera in un foglio bianco. Deve ereditare relazioni, ri-mappare un territorio, comprendere a fondo i vantaggi competitivi invisibili della tua azienda e, non da ultimo, sintonizzarsi con la tua cultura aziendale.
Questo non significa, ovviamente, firmare una delega in bianco e aspettare un anno sperando che accada un miracolo. La valutazione nel breve termine è assolutamente vitale, ma deve cambiare il suo oggetto di misurazione. Non si può valutare un venditore neo-inserito pesando il fatturato (che è un indicatore di risultato finale), ma occorre misurare con precisione gli indicatori predittivi. Bisogna analizzare la sua capacità di presidiare il territorio, la qualità e la lucidità con cui conduce i primi appuntamenti, il livello di approfondimento tecnico che dimostra di fronte alle obiezioni e l'empatia che riesce a instaurare con i prospect.
Questi sono i semi che generano il fatturato. Hanno bisogno di tempo per essere consolidati e trasformati in un ecosistema commerciale stabile. Applicare una pressione esasperata sui numeri nei primissimi mesi porta spesso a due conseguenze nefaste. La prima è spingere il venditore a bruciare i contatti migliori pur di portare a casa un ordine sbrigativo e sottocosto. La seconda è arrivare ad una revoca prematura del mandato, dissipando tutto l'investimento fatto nel recruiting e - nella migliore delle ipotesi - regalando, di fatto, il lavoro di semina del venditore uscente a chi prenderà il suo posto.
È esattamente per questo motivo che in JOB AGENTE abbiamo fatto una scelta di campo precisa e radicale: non proponiamo un'unica soluzione pre-confezionata per tutte le ricerche. Non crediamo nella "taglia unica".
Affrontiamo le selezioni consapevoli che ogni azienda, sia per specifica natura, che per contesto nel quale opera, ha una "velocità di crociera" differente. Utilizziamo strumenti di valutazione diversi, approcci alla ricerca differenziati, attività headhunting mirato sul campo, proprio per allineare fin dal primo colloquio la complessità del tuo ciclo di vendita con la reale tenuta e il metodo del candidato. Perché il vero successo di un inserimento non si misura allo scoccare dei novanta giorni, ma nella stabilità della pipeline che quel professionista sarà in grado di garantirti negli anni successivi.











